TR – SPRING SUMMER 2018

T R

spring summer 2018

 

Ho un pensiero geniale nella mia testa, ma non riesco a pensarlo in modo compiuto. Penso troppo alla forma, là fuori ci sono un sacco di stimoli, di pop-up e i pensieri si interrompono; i pensieri sono spesso intermittenti: a volte riappaiono, a volte no.

Non sei abbastanza attraente, sei quella cosa che desidera attenzione, che desidera piacere.

Capisci quanto può essere ingannevole il linguaggio a volte? Capisci? Mi riferisco alla frase precedente,
due frasi prima a questo punto, quella frase che nisce con “piacere”. Non mi trovi divertente? Divertente in modo speciale?

Uomo, donna, torna indietro, à rebours, elimina uno dopo l’altro tutti i le dall’hard disk, minuziosamente; regredisci, cazzo sto parlando sinceramente a me stesso, ma questa cosa della seconda pers. sing. mi risuona nella testa come se a recitarla fosse la voce baritonale, virile ma rassicurante, fuori campo di una pubblicità di auto di lusso; è ok, davvero. Ora ti stai divertendo, ti senti vivo: stai vendendo te stesso e tutto quello che hai vissuto e subito.

So che è una citazione abbastanza scontata, in parte ingannevole, ma suona grosso modo così: A quattro anni dipingevo come Raffaello, poi ho impiegato una vita per imparare a dipingere come un bambino.

Ora non c’è più niente, le cose scompaiono lentamente, inghiottite da una nebbia bianca e rassicurante. E’ tutto bianco. Bianco come una collana di perle di una signora dai modi antichi, bianca come la pelle di una liceale, come corallo, colline, garze, nuvole, elefanti, petali, briciole, denti e il sole del mattino.

Ci sei cascato?

Vedi, questi sono oggetti, parole, termini, modelli, non sei tu a decidere, non lo sei mai stato, se vuoi essere davvero sincero; torna indietro. Ogni cosa scompare.

Tutto è bianco. Mi capisci?

Non ascoltarmi, smetti di parlottare nella tua testa leggermente sproporzionata per il tuo corpo, smetti di pensare. Nel silenzio non c’è inganno. Tutto bianco.

Tabula rasa.